Condividi l’articolo

Odontoiatria Speciale e Disabilità: Il Modello DAMA per Curare i Pazienti Non Collaboranti

Come professionisti del settore, sappiamo bene quanto possa essere drammatico affrontare un semplice mal di denti quando la persona che assistiamo non è in grado di collaborare o comunicare il proprio dolore. Le diseguaglianze territoriali nella presa in carico odontoiatrica dei pazienti fragili sono un problema reale ed evidente in molte Regioni italiane. Per superare queste barriere, il Ministero della Salute ha redatto un documento fondamentale con l'obiettivo di uniformare e migliorare l'assistenza odontoiatrica speciale su tutto il territorio nazionale.

"Al pari di ogni altro individuo, la persona con disabilità ha il diritto di godere del migliore stato di salute possibile, senza alcuna discriminazione."


In questo articolo troverai:

Chi sono i pazienti con bisogni speciali?

Per impostare un percorso di cura realmente efficace, dobbiamo innanzitutto comprendere il livello di autonomia e collaborazione della persona. Le indicazioni ministeriali identificano quattro categorie principali:

  • Collaboranti e autonomi: Pazienti che presentano fragilità o vulnerabilità sanitarie e richiedono precauzioni specifiche legate esclusivamente alle patologie di base.
  • Scarsamente collaboranti e autonomi: Persone con patologie che impongono all’équipe odontoiatrica peculiari e specifiche capacità di gestione clinica e relazionale.
  • Non autonomi, ma collaboranti (o scarsamente): Individui che hanno perso o non hanno mai posseduto la capacità di curare in autonomia la propria igiene orale a causa di disabilità fisiche, psichiche o sensoriali.
  • Non collaboranti: Pazienti in cui la disabilità impedisce totalmente la collaborazione alla prestazione medica, rendendo obbligatori percorsi diagnostici e di cura in sedazione o anestesia generale, all’interno di ambienti altamente attrezzati.


La rivoluzione dell’accoglienza: Il Modello DAMA

Non possiamo lasciare le famiglie da sole nel complesso labirinto ospedaliero. La soluzione organizzativa d’eccellenza, presa come riferimento nel documento, è il modello DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance), nato a Milano nel 2000 per assistere persone con gravi disabilità intellettive e neuromotorie. Il percorso ideale che noi sosteniamo prevede:

  • Primo contatto dedicato: Un numero telefonico gestito da personale sanitario formato, capace di comprendere le problematiche cliniche e tradurle immediatamente in una risposta adeguata.
  • Case Manager: L’individuazione di un referente unico che si faccia carico della gestione burocratica e dell’organizzazione dell’intero percorso, semplificando la vita della famiglia.
  • Personalizzazione del setting: Adattamento degli orari, dei luoghi di accoglienza e delle strategie di sedazione in base alle caratteristiche e alle necessità del singolo individuo.


Cure efficaci in un’unica seduta e Day Surgery

Per i pazienti fragili, l’obiettivo clinico primario è ridurre al minimo lo stress e massimizzare il comfort. Come procediamo operativamente?

  • Tempismo terapeutico: Le terapie conservative e le estrazioni chirurgiche devono essere sempre completate all’interno di un’unica seduta.
  • Materiali sicuri: È fortemente raccomandato l’uso di fili di sutura riassorbibili per evitare il trauma della rimozione e, in ambito protesico, sono da privilegiare i dispositivi fissi rispetto a quelli mobili.
  • Day Surgery e Rischio ASA: L’approccio in regime di Day Surgery garantisce efficacia e sicurezza, contenendo i costi e il disagio per le famiglie. Questa modalità è raccomandata per i pazienti appartenenti alle classi di rischio anestesiologico ASA I e II. Per i pazienti più complessi (classe ASA III), è indispensabile un’attenta valutazione preventiva e un accordo tra odontoiatra e anestesista.


Gli standard minimi di sicurezza

Per erogare questo livello di eccellenza, l’ambiente di cura deve essere tecnologicamente e umanamente preparato.

Un distretto sanitario (ogni 100.000 abitanti) dovrebbe garantire almeno due sale operative e un’équipe multidisciplinare comprendente medici, igienisti dentali, assistenti (ASO), personale infermieristico e amministrativo.

Le aziende ospedaliere più grandi devono invece assicurare sale operatorie dedicate e posti letto per l’osservazione post-intervento e il Day Surgery.



Autonomia e salute: un diritto, non un privilegio

Riorganizzare i servizi di Odontoiatria Speciale e applicare protocolli precisi non è solo una necessità clinica, ma un atto di grande civiltà.

Garantire cure tempestive, sicure e in ambienti preparati significa restituire dignità e qualità della vita ai pazienti, alleviando enormemente il carico emotivo dei caregiver.

Attraverso la prevenzione continua e l’adozione di modelli inclusivi come il DAMA, possiamo abbattere definitivamente le barriere d’accesso e tutelare la salute e il sorriso di ogni individuo.



Condividi la tua esperienza con noi


Hai mai usufruito di un servizio basato sul modello DAMA o affrontato un percorso in Day Surgery per curare una persona fragile?

Scrivici a HELLO@BIGI.CARE

Dare voce al problema è il primo passo per risolverlo!

Condividi l’articolo

Ciao siamo BiGi! 
Permettiamo ai bambini e alle persone più fragili di lavarsi i denti da soli e trovare il dentista più adatto a loro nel proprio territorio.

Vuoi contribuire alla ricerca?

1 miliardo di persone.
2 volte al giorno, non riescono a lavarsi i denti da sole. 

Se lavarsi i denti non fosse una sfida?

Unisciti al lancio di BiGi: la tecnologia che restituisce autonomia e dignità a chi ne ha più bisogno. Iscriviti per il vantaggio destinato agli Early Bird Access.*

E se da domani lavarsi i denti non fosse più una sfida?

Unisciti al lancio di BiGi: la tecnologia che restituisce autonomia e dignità a chi ne ha più bisogno. Iscriviti per il vantaggio destinato agli Early Bird Access: