Odontoiatria Speciale e Disabilità: Il Modello DAMA per Curare i Pazienti Non Collaboranti

Come professionisti del settore, sappiamo bene quanto possa essere drammatico affrontare un semplice mal di denti quando la persona che assistiamo non è in grado di collaborare o comunicare il proprio dolore.

Le diseguaglianze territoriali nella presa in carico odontoiatrica dei pazienti fragili sono un problema reale ed evidente in molte Regioni italiane.

Per superare queste barriere, il Ministero della Salute ha redatto un documento fondamentale con l’obiettivo di uniformare e migliorare l’assistenza odontoiatrica speciale su tutto il territorio nazionale.

“Al pari di ogni altro individuo, la persona con disabilità ha il diritto di godere del migliore stato di salute possibile, senza alcuna discriminazione.”


Cure odontoiatriche e disabilità in Lombardia: il progetto di Polis Lombardia per le urgenze dei pazienti non collaboranti

Spesso, per una famiglia che assiste una persona con disabilità, una “semplice” urgenza ai denti si trasforma in un’odissea senza fine. Noi di BiGi abbiamo analizzato il progetto di ricerca proposto da Polis Lombardia per l’ASST Spedali Civili di Brescia, che delinea una soluzione strutturata a un problema che affligge migliaia di persone: l’impossibilità di ricevere cure tempestive in caso di dolore acuto. Questo studio non è solo un documento tecnico, ma rappresenta per noi una bussola fondamentale verso un sistema sanitario che non lasci indietro nessuno.

L’igiene orale negata: le barriere invisibili e il costo del silenzio

Lavarsi i denti, un gesto quotidiano e banale per molti, si trasforma in una vera e propria corsa a ostacoli per una persona con disabilità intellettiva o motoria.

Partendo dai dati emersi da un recente e fondamentale progetto di ricerca di Polis Lombardia, emerge una realtà allarmante: le patologie dentali nelle persone fragili sono spesso ignorate finché non è troppo tardi. Le carie sono significativamente meno trattate e, quando lo sono, portano molto più spesso a estrazioni dentali radicali.

Non si tratta solo di “denti”, ma di un impatto devastante sull’autostima, sulla nutrizione, sulla comunicazione e sulla salute generale.

L’inclusione sociale e sanitaria passa anche dalla bocca: ignorarlo significa negare un diritto primario.